Il silenzio si muove

Due anni fa la casa editrice madrilena SM ha commissionato un libro allo scrittore Fernando Marías con l’intento, preciso e ardito, di rivoluzionare la letteratura per ragazzi. La prerogativa, come ha poi raccontato l’autore, era infatti quella di creare un’opera distinta non solo dalla sua produzione precedente e da quella già in catalogo per SM, ma anche dai libri già presenti sul mercato spagnolo. Così è nato El silencio se mueve. Ma che cos’ha davvero di innovativo e di inedito? In Spagna è stato definito uno dei primi libri transmedia, ovvero un racconto che si distribuisce su più forme di narrazione simultanee, ognuna delle quali è basata su un linguaggio diverso. Al centro c’è Juan Pertierra, un uomo che possiede il dono speciale di poter ascoltare il silenzio e che sta attraversando un momento difficile in seguito alla morte del padre.

Ma è proprio in questo momento critico che spuntano nella sua vita due donne, una madre e una figlia di 15 anni, che lo coinvolgeranno in una sconcertante ricerca che lo porterà a confrontarsi con il suo passato. Il filo conduttore della storia non è solo questa trama a metà strada tra il giallo e il noir, ma una tecnica narrativa che permette continui rimandi tra presente e passato contaminando la prosa con pagine web, illustrazioni, copioni di film e fumetti.

Il punto forte delle diverse dimensioni della storia è che sono raccontate in modo compatto e senza incongruenze; giocano con la realtà e la finzione, ma allo stesso tempo toccano temi importanti come la verità, l’amore, la vendetta, l’identità, il senso di colpa, la riconciliazione con il passato. Temi che ci riguardano tutti da vicino, trattati dall’autore senza mai farci sentire indottrinati, e che pongono l’accento sull’importanza di poter contare sugli altri. Un libro consigliatissimo che, forse come qualsiasi altro non potrà piacere a tutti, ma che indubbiamente ha osato svoltare e inaugurare una strada nuova.
Valentina Allodi