Il sapore delle immagini

Fino al 26 Aprile adulti e bambini avranno la possibilità di visitare, allla Biblioteca Edmondo De Amicis di Anzola dell’Emilia, la mostra “Il sapore delle immagini” dedicata al lavoro dell’illustratrice Larissa Bertonasco (La nonna, la cucina, la vita, La Joie de lire, Ginevra, 2010; La cucina verde, Jacoby & Stuart, Berlino, 2010; La cucina dolce, Jacoby & Stuart, Berlino, 2012).

Al centro della sala un pantagruelico tavolo bianco è apparecchiato con una selezione di libri per ragazzi che attraverso forme, tecniche e angolazioni sempre diverse, si rapportano alla tematica del cibo. Si passa dagli albi illustrati (ad esempio Succulentes sucreries, Pittau&Gervais, Gallimard Jeunesse Giboulées, Parigi, 2013) a ricettari provenienti da tutto il mondo (come Il mondo in cucina. Ricette di tutti i paesi, Terry Touff Cooper e Marilyn Ratner, ill. Tony Chen, Emme, Milano, 1977), a consigli su come coltivare un proprio piccolo orto (L’orto. Un giardino da gustare, Emanuela Bussolati, Slow Food, Bra, 2011), poi romanzi e racconti (Che pasticcio Clementina!, Lorenza Bernardi, ill. Sara Not, Edizioni EL, San Dorligo della Valle, 2013; Favole per bambini golosi, Gianni Rodari, ill. Mariachiara Di Giorgio, Editori Internazionali Riuniti, Roma, 2013), libri dedicati all’origine e provenienza dei cibi (Cosa si può fare con le mele?, Karine Harel, ill. Didier Balicevic, Il Castello, Cornaredo, 2012) e ancora poesie e filastrocche, libri d’arte e libri gioco (come Food Play, Saxton Freymann e Joost Elffers, Chronicle Books, San Francisco, 2006 e Fast Food, Arthur A. Levine Books, New York, 2006).

In questa stessa sala e attorno a questo lungo tavolo apparecchiato di libri, ho avuto modo di seguire alcune classi del territorio nei percorsi educativi collegati alla mostra. 
Appena arrivati, i ragazzi sono stati accompagnati verso le illustrazioni originali di Larissa. Guardandole da vicino abbiamo potuto osservarne i dettagli, accorgerci di particolari che sfuggirebbero nell’edizione a stampa e che ci possono rivelare informazioni preziose sulle tecniche adottate dall’illustratrice e sulla sua poetica visiva. Invito i bambini a comportarsi come piccoli esploratori, ad osservare bene le tavole esposte e raccontarmi cosa notano. Poi confrontiamo le nostre scoperte: “Usa il collage!” “Si, ma con cosa?” “Con le carte colorate” “E’ carta da parati!” dice un altro, “No per me è carta da regalo”  e qualcuno aggiunge: “Poi usa le lettere ritagliate dai giornali per scrivere delle cose”, “Ohh e lì usa proprio la confezione del cibo, la attacca sul foglio”.

Parliamo dello stile del disegno, della scelta dei colori (una bambina osserva intelligentemente: “In questa mostra è sempre primavera e estate!”), notiamo la morbidezza delle figure umane, i colori scelti per rappresentare i cibi. Quando si sono rapportati a tutti questi “segreti tecnici” arriva il momento in cui i ragazzi stessi si mettono all’opera e, con carta e fantasia, giornali e colori, disegnano, assemblano e decorano un piatto a loro scelta.

Aggiungo un aneddoto divertente: l’unica parete della sala non occupata dalle illustrazioni è una gigantesca lavagna. Durante l’inaugurazione della mostra Larissa Bertonasco ha disegnato su questa “parete-lavagna” alcuni cibi, invitando i bambini ad aggiungere i loro piatti preferiti usando i gessetti colorati, attività che li ha divertiti molto. Vedendo un ragazzino  che non disegnava un cibo ma un bel faccione tondo e sorridente gli chiesto come mai “Beh… è la faccia del bambino che ha mangiato tutte queste cose buone ed ora è contento!”

Germana Miele