Ho un piccolo libro fra le mani pubblicato in Messico nel 2015 dalla casa editrice Fondo de Cultura Economica, casa di cui sarebbe bello e utile avere a disposizione la storia. Questo piccolo libro,   uscito in partnership con la sigla f,l,m. che sta per fundacion para las letras mexicanas, è un oggetto prezioso non solo per la  bellissima copertina, la grafica raffinatissima e le illustrazioni di Maite Gurrutxaga, ma è prezioso per ciò che mette in scena. Non so quanta dimestichezza con il tema del Nulla abbiano gli affezionati lettori di Zazie. Io che giornalmente sfoglio libri per bambini, da tanti anni, temo di essere regredita e di non essere più in grado di leggere libri per adulti che si scrivono oggi. Provo e riprovo con le  pagine contemporanee ma presto le abbandono anche interrogandomi sul perché si diano alle stampe. Fatico ad andare avanti, mentre non mi succede con i libri del passato. Fatico anche con i classici del pensiero, con due maestri del Nulla come Sarte e Heiddeger, ma è a loro che ho pensato leggendo questo piccolo gioiello che ha per titolo La Enorme Nada. Il fatto poi che qui il Nulla sia femminile mi fa sentire felice. Protagonista è una bambina. La sua interiorità è messa accanto alle cose del mondo, al rumore del mondo, al samshara, direbbe chi meglio di me sa ciò di cui parla e mi insegna a guardare dove io, per cultura, educazione e attitudine, non  sono solita volgere la mia attenzione: al sacro Nulla, alla metafisica, e a tante altre cose dell’esistenza. Ecco, un piccolo libro stampato in Messico  mi fa riflettere e provo un pieno sentimento di felicità. Ho scoperto una nuova poetessa, autrice, traduttrice messicana e una bravissima giovane illustratrice (credo) spagnola. Da un po’ di tempo i colori ispano americani e la lingua castigliana mi attraggono con particolare magnetismo.



Grazia Gotti