Il regno di Kush e il popolo dell’arco

Di nuovo la letteratura per ragazzi incontra il Sudafrica: lo fa con una storia d’amore ambientata nell’antico Egitto. La scrive Dianne Hofmeyr, sudafricana, viaggiatrice appassionata, scrittrice affermata, vincitrice di premi letterari, indicata nell’honour list dell’Ibby del suo paese.

Mi piace ricordare la geografia, forse per una passione bambina che mi portava a cercare su atlanti e mappamondi i nomi più strani, mi faceva notare tutti i segnali indicanti i paesi e le frazioni (mi stupisco ancora, tutte le volte che salgo a Urbino, di passare da Cappone e poi da Gallo).

La cittadina in cui è nata Dianne è Somerset West, dista cinquanta chilometri da Cape Town, è circondata da una riserva naturale che annovera rare specie di flora e di piccola fauna.

Il libro L’occhio della luna, pubblicato per i tipi di Mondadori, racconta della figlia dell’imbalsamatore reale, di una congiura, di un giovane re spodestato dal trono, di sommi sacerdoti, di scriba, di guardiani di coccodrilli sacri.

La storia, dalle parole dell’autrice, prende vita da un articolo di giornale in cui si parlava del ritrovamento di una tomba e si mostrava la foto di tre mummie mutilate. Il libro cerca di trovare una spiegazione al mistero e costruisce, senza il rigore degli egittologi, un plot narrativo incalzante, fatto di fughe, di incontri, di scontri, di corse dei carri, di archi tesi e di frecce mortali, di fiori di loto e di amore. Un viaggio che da Tebe, lungo il grande fiume, arriva alla terra di Kush.

Dov’è la terra di Kush potrete scoprirlo solo leggendo il libro.

Silvana Sola