Martine e Caroline Laffon, madre e figlia, devono aver ragionato sulla necessità di parlare ai bambini con voce delicata ma puntuale sulle cose anche spiacevoli che disturbano la nostra esistenza. Ad esempio il comportamento di quelli intorno a noi. Che fare? Arrabbiarsi?
Il personaggio che hanno inventato, un micio di nome Pico, ė giunto al sesto titolo e ha trovato un modo per rispondere ai piccoli fastidi che ci assalgono e per riflettere sulle nostre istintive risposte.
Ci sono dei comprimari in questa serie, ed altri personaggi che entrano in scena.
Ma è Pico che deve riflettere e trovare soluzioni. Ci troviamo difronte ad un “Pico pensiero”, come recitano le autrici. Una insolita concezione narrativa, non banale come quelle che spinte da  eccesso didascalico, diventano precetti rivestiti da una storia bislacca. Qui accadono piccole cose, movimenti dell’animo, piccoli incidenti che turbano la nostra quiete, come quando capita che attratti dal desiderio di leggere un libro, siamo distratti da una visita, e per educazione restiamo lì, ma abbiamo la testa da un’altra parte. Vi sarà capitato, vero? Capita anche a Pico, gatto pensante, pubblicato in Francia dall’editore Milan e tradotto da Gallucci.
Grazia Gotti