Il canto degli ombrelli

Un tempo la vita degli ombrelli era molto diversa. Non dipendevano dalle mani degli umani: erano animali sociali, vivevano in branchi, erano autosufficienti.
Ma la cosa che più genera stupore è che cantavano: avevano voci bellissime, le loro melodie rallegravano i cuori.
Un giorno uomini colti ed istruiti decisero che quel canto doveva essere loro e a forza portarono via gli ombrelli dalla loro terra…
E’ una malinconica storia sulla libertà e sulla diatriba tra ombrelli parasole o parapioggia, l’albo illustrato firmato da Alice Umana (un nome così straordinario da sembrare frutto della fantasia), in catalogo per Orecchio Acerbo.
Ma La zampa dell’ombrello è anche un racconto con figure, un’occasione in cui le parole vivono assieme alle immagini e sono capaci di far vedere ciò che la storia ha evocato.
E la malinconia si stempera nelle illustrazioni di Agostino Iacurci, giovane illustratore pugliese che disegna con abilità sulle grandi superfici dei muri delle scuole algerine come nei perimetri ridotti delle pagine di un libro.
Agostino Iacurci ha realizzato anche due tavole per la mostra Viaggio con figure nelle fiabe italiane di Italo Calvino, che rappresentano “La finta nonna”, fiaba abruzzese che guarda ad un particolare Cappuccetto Rosso.
Le potrete ammirare in ottobre a Biella, a novembre alla Biblioteca di Orly, alle porte di Parigi, a Lucca a dicembre, poi…
Silvana Sola