Il cane che non voleva abbaiare

“Non sapremo mai con certezza, nonostante grandi pagine di grandi scrittori, cosa c’é veramente nella testa di un cane. E’ arduo sapere cosa sia la coscienza di Zeno, figuriamoci quella di Bernie o di Jackson. Ma sappiamo, grazie a libri come questo di Salvadori, cosa puó essere la storia – vera, viva, appassionata – di un legame fra un uomo e un cane. La vita di Bernie é la storia di un’ esperienza condivisa, di una condivisione crescente e progressivamente allargata a includere sempre piú numerosi aspetti e sfere della giornata; giornata di ventiquattr’ore, ma anche – in senso religioso, religio, legame – giornata terrena. La progressiva conquista (una paziente, astuta, calcolata messinscena) del diritto di Bernie di dormire nel letto dei nonni – un diritto che presto diviene acquisito e indiscutibile – é uno dei motivi piú intensi di questa condivisione di destini.”
Claudio Magris, che cura l’introduzione di questo piacevole racconto, rivisita autori come Mann, Svevo, London, Morante, Singer, per giungere ad Alberto Asor Rosa e al recente Animalia del nostro Rettore Stefano Dionigi, curatore della manifestazione “La permanenza del classico” che ha visto appunto gli animali protagonisti della passata edizione. Ho pensato ad un ragazzo che incuriosito dalla storia di Bernie si trovi poi a contatto con le pagine di Magris e alla sua felicità, se ancora non si é trovato difronte ad una scrittura saggistica di un certo rilievo, nello scoprire il piacere del testo non solo narrativo.
Grazia Gotti