Il cammino dei lavoratori

I musicanti di Brema messi in scena da Claudia Palmarucci, più che vecchi, come recita il testo, sembrano lavoratori di mezza età in esubero, di quelli che una volta scivolati nella zona grigia della mobilità, nessuno più riassume. Il loro sguardo triste fa pari con la composta e dignitosa postura che Claudia Palmarucci va giustamente a ripescare nei lavoratori in cammino di
Pelizza da Volpedo. Camminano dritti i quattro verso la luce proveniente da una casa dentro cui si svolge una cena di briganti che se la godono. Questi briganti hanno l’aria di essere banchieri, grand commis di Stato, presidenti delle società partecipate, faccendieri, assessori regionali, e stanno tutti intorno al più faccendiere di tutti che siede, lui solo, sulla poltrona del capo. L’epilogo della storia è noto ma ciò che qui è giusto sottolineare è la straordinaria capacità della illustratrice di dare volti, abiti, movenze e atmosfera al racconto che, come recita la quarta del libro, è uno spartito di libertà. In questa eloquentissima fotografia dei nostri giorni, pubblicata da Orecchio Acerbo, non mancano le donne: ve ne sono due fra i briganti e questa è una variante del moderno. Una è tonda ed ha l’aria famelica, l’altra, ripresa di tre quarti, ha un modo più contenuto, più sobrio, tipo il Ministro Fornero. Bellissimo libro!
Grazia Gotti