Il BRAW alle porte

Tra un mese circa Antonio Faeti, presiederà come ogni anno la giuria del Bologna Ragazzi Award, il premio che la Children’s Book Fair organizza da ormai 47 anni. Nei saloni della piazza coperta della Fiera, centinai di libri verranno esaminati da tre specialisti del settore.
Il premio è distinto nelle tre tradizionali sezioni, Fiction, Non Fiction e New Horizons (che raccoglie la produzione di paesi dell’America Latina, dell’Africa e alcuni asiatici), dall’anno scorso è stata ideata la sezione Opera Prima per premiare il lavoro di artisti (illustratori o scrittori) debuttanti, alla loro prima esperienza editoriale.

La selezione svolta dalla giuria oltre a riconoscere il lavoro editoriale delle case editrici, spesso facilita la circolarità di questi libri, tradotti poi in molti paesi.
Per due tra i vincitori 2009, per esempio, non abbiamo dovuto attendere molto tempo per poterli leggere in italiano.
Dell’Opera Prima, vinta da Kevin Waldron abbiamo già parlato nel nostro blog, del 3 Dicembre.
Non abbiamo invece mai accennato al libro che si è guadagnato la sezione di divulgazione, la Non Fiction, spesso poco considerata.
Il libro delle terre immaginate, creato dalla francese Seuil e tradotto prontamente da L’Ippocampo, è a mio avviso in assoluto il miglior libro dell’anno appena passato.

Un lavoro, quello di Guillaume Duprat, di raffinata gioielleria, dalle mille letture, che pesca le sue storie, le sue spiegazioni dal mito di decine di culture e geografie differenti, per spiegare come nei secoli l’uomo abbia concepito la propria Terra.
La Giuria dell’anno scorso motivò la propria scelta in questo modo: “Lo splendido viaggio onirico di Duprat è orientato verso importantissime mete che hanno impressionato, impaurito, lusingato, stimolato la mente di molte generazioni di uomini. Qui le cartografie e i simboli, i modi insinuanti, onirici, di raffigurare la terra, ci dicono quanto sia toccante e commovente la fatica compiuta dall’uomo per ritrarre il suo pianeta. Il Mito è qui riproposto come uno splendido alleato della geografia, fornendo così, con la delizia di queste immagini stilisticamente coerenti, anche un itinerario attualissimo che oggi va percorso con nuove ragioni, pensando a nuovi traguardi.”
David Tolin