I frutti del BolognaRagazzi Award

Dopo il bell’articolo di Michele Smargiassi su Repubblica di ieri, interamente dedicato ad alcuni temi emersi dalla selezione 2016 di uno dei premi più importanti al mondo, ragionavo sulla storia di questo premio, sui suoi alti e bassi e sono infinitamente grata a quanti si sono impegnati a farlo conoscere e a farlo crescere anno dopo anno. E’ un premio utile? Ripaga il lavoro di tanti e gli investimenti economici? Certamente! In un Paese che ha cancellato i fondi per la ricerca, che taglia a destra e a manca (più a destra che a manca) il valore di questo premio è davvero grande.
Prendiamo un premiato dello scorso anno e seguiamolo nel suo percorso,  Jan Bajtlik, giovane grafico polacco, ha visto riconosciuto il suo lavoro da una giuria di esperti e ora il libro è in edizione italiana con il titolo Tipofollie per Corraini, mentre per la Tate ha preso il titolo di Alphadoodler. Il giovane gira il mondo e tiene conferenze molto divertenti (Typo Talk) anche ai ragazzi. Vorrei poterlo invitare a Bologna, organizzare tante chiacchiere tipografiche e lavorare insiene a lui con i ragazzi. Sì, è stata una settimana fantastica: prima il lavoro con i bambini e Gilles Bachelet alla scuola Mast, poi a contatto con 1470 libri di qualità provenienti da tanti paesi. Congratulazioni ai vincitori e grazie alla Bologna Children’s Book Fair.



Grazia Gotti