Grecia d’autore

Quattro titoli allineati sul bancone delle novità ci portano in Grecia, là dove per noi occidentali hanno sede i fondamenti culturali, le radici, le miniere di storie che ancora alimentano il nostro pensare. Siano dei, semidei, eroi, dee, mogli e mariti, madri e padri, figlie e figli, ogni presenza ci riporta a degli archetipi. Racconti mitologici, epici, tragici, si muovono su uno sfondo che li accomuna, scenario che si tinge del rosso del sangue della guerra, a partire dall’Iliade raccontata da Laura Manaresi e illustrata da Giovanni Manna per Rizzoli.

“Achille avanzava sul suo carro come una furia, facendo strage di troiani. Molti di loro, atterriti, si gettarono nel fiume Scamandro cercando la salvezza, ma Achille li inseguì dentro le acque come un demonio. L’acqua era ingombra di morti e rossa di sangue…” . Giovanni dipinge il fiume di rosso, con larghe pennellate, rosso è il tallone di Achille in una tavola di grande forza che rappresenta la morte dell’eroe, rosse sono le nuvole che si alzano in cielo sospinte dalle fiamme di Troia, nella tavola bellissima che chiude il libro.

Lance, elmi, scudi ed archi sono i protagonisti del racconto di Arturo Pérez-Reverte pubblicato da Gallucci. Siamo al passo delle Termopili, con i trecento che resistono all’esercito persiano.
Fra di loro un bambino spartano che assiste all’ultima impresa dei trecento. Leonida gli ordina di tornare in città a raccontare che cosa era successo. Il piccolo oplita preferirebbe restare e combattere, ma Leonida gli rammenta che uno spartano ha l’obbligo non solo di combattere, ma di obbedire. Grazie al piccolo oplita che racconta le gesta dei trecento, Sparta e la Grecia tutta ricorderanno e renderanno onore al coraggio.

Coraggio e astuzia sono le caratteristiche di Ulisse, il cui viaggio di ritorno a casa é raccontato e illustrato da Yvan Pommaux in un grande albo pubblicato da Babalibri. I momenti salienti del racconto  sono rappresentati alternando grandi tavole a frammenti visivi inseriti nel testo, e ciò provoca una lettura ” in movimento”, come se i nostri occhi camminassero dentro un paesaggio, attratti da un dettaglio, da una parola, da una sequenza, per sprofondare stupefatti dentro tavole a tutta pagina senza margini. Lasciati i mortali ai loro destini, ci avviamo di buon passo per raggiungere i piani alti dell’Olimpo in compagnia di un aedo, Roberto Piumini, che a visitare il mondo classico ci invita sin dai suoi primi racconti. Questo suo nuovo lavoro per Mondadori, dedicato ad Alessandro Riccioni, poeta e bibliotecario d’Appennino, é illustrato da Fabio Visintin.

“Raccontaci, Leofanto!” gridavano i bambini. Erano nove, sei maschi e tre femmine, seduti attorno
al narratore all’ombra dell’ulivo piú grande e antico che stava al centro dell’uliveto.”
Leofanto intrattiene il suo giovane pubblico con storie lunghe o corte come i peli della sua barba, in amicizia e allegria. “Tutti risero, anche Omero, il ragazzo che non aveva mai visto la barba di Leofanto, né nessun’altra barba, perché era nato cieco, ma non  perdeva uno solo dei suoi racconti.”
Grazia Gotti