Roberto Anglisani e Maria Maglietta sono attori, registi, autori di molti testi teatrali.
Al teatro si sono dedicati con slancio e passione, portando sulla scena temi difficili, temi che pongono l’infanzia e l’adolescenza al centro dei pensieri e dello sguardo del pubblico.
Anche Giungla, il bel libro in catalogo per Rizzoli, nasce come spettacolo, rappresentato con grande successo in teatri italiani e stranieri.
Ora la fatica della scrittura teatrale si fissa sulla carta e invita il lettore ad addentrarsi in una giungla senza animali feroci, ma piena di belve.
Una giungla urbana nella quale la sopravvivenza è difficile, in modo particolare per chi vive al margine, per chi ha la strada come spazio di vita ed è esposto alle intemperie climatiche e sociali.
Nel romanzo ci sono Shirkan, Baloon e Baghera, ma la storia raccontata non è Il libro della Giungla di Kipling.
La giungla raccontata da Anglisani e Maglietta è molto più spietata, infida e i dieci ragazzini si muovono a fatica, rischiando di precipitare in trappole nascoste, schiavi di uomini senza scrupoli.
Ma anche nella città/giungla ci possono essere incontri fortunati, incontri che permettono di immaginare nuove strade di vita.
E se il finale fosse un altro?
Se fosse lo stesso, ma anche diverso?
Proviamoci. 
Quella mattina Muli riuscì a realizzare molti dei suoi desideri…


Silvana Sola