Gilles, Giovanna, Teresa e Elsa

Tutto è iniziato quando domenica scorsa ho ritrovato in una libreria di remainders un vecchio Pagine a colori (Emme Edizioni, 1995), firmato Charles Perrault e Jean Claverie. Parlo ovviamente del loro Barbablu, che mi ha fatto ricordare la recente lettura di Giovanna D’Arco.
La scena iniziale del romanzo di Teresa Buongiorno vede infatti protagonista un signore dalla fama discutibile: occhi scuri, naso aquilino, barba così nera da parer blu, corporatura robusta.
Si tratta di Gilles de Rais, un fedele della pulzella d’Orleans, che a Metz nel 1436 crede di riconoscere in Giovanna des Armoises la ragazza dal vestito rosso.
Il piccolo libercolo illustrato da Claverie, scelto dalla stessa Buongiorno nel suo dizionario per illustrare alla lettera B la voce del terribile nobiluomo ha fatto scattare in me questa catena di relazioni che hanno portato al post di oggi.
Un piccolo testo per ricordare, una tra le nostre migliori autrici, che con il suo ultimo romanzo è tra i tre vincitori del premio Elsa Morante Ragazzi.
L’autrice romana ha fatto del racconto storico la sua cifra stilistica: Marco Polo, Carlo Magno, Re Artù, ma anche etruschi, egizi, greci e merovingi sono le pagine della storia (a volte più leggendaria) che ha narrato ai ragazzi.
Con il suo ultimo romanzo, la Guerra dei Cent’anni, le battaglie di dinastia tra lorenesi e borgognoni, la ragazza di Donrèmy nella Francia di inizio ‘400 vengono descritti in “modo appassionante” come dice Bianca Pitzorno.
Ed è proprio con Giovanna D’Arco che quest’anno Teresa Buongiorno ha vinto nella sezione ragazzi il premio campano. La giuria, presidente della quale è Dacia Maraini, ha decretato assieme alla Buongiorno altri due vincitori: Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron (Adelphi) e Nina e i diritti delle donne di Cecilia D’Elia (Sinnos).
La premiazione della XXVI edizione avrà luogo il 26 maggio a Napoli.
David Tolin