“Forse Dio è una specie di motorino, così veloce che sembra sempre vicino”

La vita di Polleke, ragazzina olandese, ora dodicenne, nata dall’estro letterario di Guus Kuijer (premio Astrid Lindgren nel 2012 e premio Orbil nel 2013), continua a riempire pagine appassionanti.
Un’improvvisa felicità, il libro uscito per i tipi di Feltrinelli il febbraio scorso, è il terzo titolo dello straordinario scrittore olandese tradotto in Italia, libro che ha come protagonista una ragazzina simpatica, determinata, capace di vivere fuori dalle regole dettate dal conformismo di una società che vede spesso gli adulti smarrire la strada.
La scrittura di Kuijer è letteratura (tradotta in molti paesi del mondo), è forma narrativa coinvolgente, è storia avvincente.
Polleke vive una quotidianità fatta di gioie e tristezze, si trova in situazioni difficili, dialoga a distanza con un padre che sta cercando di uscire dal tunnel della tossicodipendenza, allaccia nuove amicizie, continua a farsi domande, a cercare in se stessa e negli altri, possibili risposte.
La penna di Guus Kuijer con ironia, a volte con vero divertimento, o con grande profondità, indaga il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, lo descrive con sguardo diretto, limpido, sincero.

Silvana Sola