Favole d’oggi

Nicola Cinquetti, una delle voci più singolari della letteratura contemporanea per ragazzi, ci regala una moderna raccolta di favole. Al modo classico, molte hanno per protagonisti gli animali: orsi, cani, corvi, formiche, pesci, canarini, cammelli, galline, asini, gatti, balene, cicogne, pavoni, ragni…
ma a differenza di quelle di Esopo, qui fanno cose strampalate, ad esempio leggono libri in letargo e quando si risvegliano corrono in biblioteca. Insieme agli animali c’è il Bambino. Quello che tira sassi al mare,  il bambino fiore,  il bambino diverso, quello di traverso, quello che fa paura al buio, il bambino pappagallo, quello che rompeva le palle, il bambino che viveva al di là.
Poi c’è il verme, e il suo incontro con il Bambino. Fra queste si insinuano delle favole  strane. Ad esempio quella che ha per titolo Uno che scrive favole, sembra avere una vera e propria funzione di dichiarazione di poetica, si sarebbe detto un tempo, quando i critici analizzavano la Letteratura. 
Questa favola non è semplice e l’esercizio interpretativo richiede mestiere e competenza. 
Non è il mio caso. Io posso solo registrare l’eco che sento in queste pagine. Una voce è dichiarata dall’autore stesso, il grandissimo Toti Scialoja. 
Bastano due brevissimi versi per annullare il senso comune, nemico giurato della Letteratura. 
“Contro te povero verme/le lagnanze sono eterne.”.
Della grande letteratura riconosco l’eco di Hans Christian Andersen, nelle favole che hanno per protagonisti gli oggetti. Lo straccio e la bandiera è una di queste. 
Anche il grande Louis Stevenson aveva scritto favole. Le sento molto vicine a queste di Cinquetti.
È più importante l’inchiostro o il calamaio? Anche Cinquetti apre a domande di questo genere.
Ma rileggendole tutte di nuovo sento che c’è molto di più, che va scavato più a fondo. Intanto il mio consiglio è di leggerle, poi di leggerle con i bambini. Per mia fortuna ho un gruppo di ascoltatori che aspettano storie di qui a giugno, nella scuola. Sono tutti bambini filosofi e chissà cosa diranno di Nicola…



Grazia Gotti