Oggi 20 novembre è la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Sono a Lampedusa per il quarto IBBY Camp finalizzato all’apertura di una Biblioteca ragazzi sull’Isola e ad iniziative di promozione della lettura.
Un’isola piena di bambini e ragazzi, ragazzi che in questo anno, accompagnati da adulti giusti, hanno tenuto aperto lo spazio che, presto ristrutturato, diventerà sede permanente della biblioteca pensata per loro.

Fabio Geda dentro gli spazi della biblioteca che, ristrutturati, vedranno nuova vita

Una settimana intensa di incontri con piccoli e grandi, confronto, scambio, formazione.
Tanti volontari, dall’Italia e dall’Europa, che hanno lasciato la loro occupazione quotidiana per essere qui, mettendo a disposizione tempo e competenze, per il progetto che IBBY Italia, assieme a IBBY International, ha messo in campo nel 2012.
Quest’anno ogni volontario era invitato a portare sull’isola una parola, una parola importante, da condividere, una parola che è diventata motore di nuove storie e di nuovi intrecci.
Le parole oggi si riuniranno e diventeranno voci da leggere, da associare, da mettere insieme per creare pensieri, per determinare azioni, fatti.
E oggi si aggiunge un fatto nuovo: l’inaugurazione di un Centro Studi, un luogo fisico che accoglierà persone impegnate a portare avanti, ad allargare, i temi fondanti di questo speciale percorso: la lettura, i libri per ragazzi, le buone storie, le belle figure, il libro come speciale mediatore nella relazione tra il mondo dei piccoli, dei meno piccoli e dei grandi.
Ha le finestre azzurre il nostro Centro Studi dalle quali entra la luce dell’isola, ha una piazzetta davanti, ha l’energia vitale degli inizi.
E se leggere è un diritto IBBY Italia intreccia i suoi progetti e dalla Biblioteca della Legalità io prendo altre parole per dichiarare che Fatti di Parole, il titolo del campo in essere a Lampedusa, ha permesso alle idee di avere mani e piedi, oltre che cervello e cuore, e propongo a tutti la lettura di un testo di Gianni Rodari che mi accompagna da anni:

LE PAROLE

Abbiamo parole per vendere,

parole per comprare,

parole per fare parole,

ma ci servono parole per pensare.

Abbiamo parole per uccidere,

parole per dormire,

parole per fare solletico,

ma ci servono parole per amare.

Abbiamo le macchine per scrivere parole,

dittafoni, magnetofoni, microfoni, telefoni,

abbiamo parole per fare rumore,

parole per parlare

non ne abbiamo più.

Gianni Rodari da Il secondo libro delle filastrocche, Einaudi

Silvana Sola, presidente di IBBY Italia