Errori

Era il primo ottobre del 1966, ma il ricordo è vivo.
Iniziava la scuola: assieme alle amiche e compagne di classe a piedi per i viali alberati con il maglioncino nuovo, i calzettoni, il grembiule nero con un vezzoso colletto di pizzo e un grande fiocco verso la scuola elementare Domenico Cimarosa (oggi titolata ad Aldo Moro). In classe, dopo i saluti e l’appello di rito, la correzione dei compiti dell’estate e il controllo degli errori. Errori non evidenziati in rosso con la grafia della maestra, ma segnati, da ognuna di noi, sul proprio quaderno. Gli errori: oggi sarò a Bentivoglio, in provincia di Bologna, per l’ultimo appuntamento dedicato a Gianni Rodari, in programma per Fieri di Leggere e Il libro degli errori è una tappa del percorso. Sarà un errore il dromedario con due gobbe o il cammello con una sola? Dovrà essere sottolineata in rosso la i minuscola che indica il paese Italia? Il professor Grammaticus ce la farà a riformare la grammatica e la acca a trovare il giusto spazio nella parola?
Gianni Rodari dedica ai bambini, ai ragazzi, ma anche ai maestri, ai genitori, agli adulti tutti, un libro in cui gli errori possono sentirsi protagonisti, utili, addirittura necessari.
“Questo libro è pieno di errori, e non solo di ortografia. Alcuni sono visibili a occhio nudo, altri sono nascosti come indovinelli. Alcuni sono in versi, altri in prosa. Non sono tutti errori infantili, e questo risponde assolutamente al vero: il mondo sarebbe bellissimo, se ci fossero solo i bambini a sbagliare. Tra noi padri possiamo dircelo. Ma non è male che anche i ragazzi lo sappiano”. Si può leggere lentamente, ogni giorno una pagina, oppure con voracità: ognuno può trovare il suo tempo di lettura.
Silvana Sola