Enzo Petrini, la Resistenza e i libri per ragazzi

Non l’ho conosciuto in vita, anche se ho cominciato a frequentare Palazzo Gerini, a Firenze, agli inizi degli anni Ottanta del secolo passato. Ho potuto però fruire del suo lavoro di conservazione e di catalogazione  dei libri per ragazzi. Nelle sale del Centro di Documentazione Pedagogica  ho sfogliato le annate de Il giornalino della domenica. Solo più tardi ho avuto modo di ricostruire la storia della sua vita e le sue opere. Avrebbe cent’anni, essendo nato a Siena nel 1916. 
Nel 1946, quando pubblica Piccole “Fiamme Verdi” per la casa editrice  La scuola, ha tren’anni ed ha lasciato alle spalle la lotta di Liberazione. L’ha lasciata alle sue spalle ma non vuole dimenticarla ed ecco che pensa ad un libro per ragazzi. Di lì a poco i libri per ragazzi diventeranno il suo campo di studi e di ricerca. Fonderà “Schedario”, la prima rivista di critica e di informazione sulla letteratura per ragazzi. Laura Draghi, la fine traduttrice e appassionata del genere sarà una presenza importante. 
Dalle montagne dove aveva preso parte alla guerra partigiana, scenderà nella Firenze del sindaco La Pira e nel 1952 diventerà direttore del Centro di Documentazione Pedagogica. Da convinto europeista frequenta amici d’Oltralpe che si occupano a vario titolo di libri per ragazzi e prende parte al Kuratorium, prima formazione di un gruppo di lavoro che ha anticipato IBBY.
Sarà presidente internazionale di IBBY dal 1956 al 1958, prima che prenda forma la sezione di IBBY ITALIA:  nel 1958 è lui l’organizzatore del congresso internazionale che vede Astrid Lindgren ritirare l’Hans Christian Andersen a Palazzo Vecchio. 

Il suo romanzo resistenziale è stato ripubblicato nel 2005 e può fare degnamente parte dello scaffale dedicato ai libri Resistenti. A lui è dedicata una pagina nel nostro Nome di Battaglia: Provvisorio. Narrare la Resistenza ai ragazzi. Pensieri, racconti e figure, edito da Giannino Stoppani.

Grazia Gotti