Educazione naturale, orti e libri

Ieri un altro appuntamento con genitori ed insegnati in una scuola dell’infanzia bolognese, un incontro che coniugava l’importanza della lettura con un progetto che mette in campo libri sulla natura, sul verde, sull’orto, sugli alberi.
Genitori e insegnati motivati, attenti, partecipi. Riflessioni condivise sulla lettura ad alta voce, sul leggimi forte, sulle dinamiche relazionali che l’uso del libro comporta e suggerisce.
E poi il fuori, il giardino della scuola che vedrà la nascita di un orto, l’importanza di una educazione outdoor che vedrà bambini e insegnanti impegnati a seguire la nascita degli ortaggi, in un tempo lungo, quello voluto dalla natura.
Un orto in un progetto pedagogico che unisce l’idea del fuori con l’accudimento, la scoperta, la trasformazione, la narrazione.
Ho ripreso in mano, per l’occasione, un libro scoperto alcuni anni fa, il libro è Gli dei del bambino, una pubblicazione Ilisso del 2011.
Un libro che vede riuniti saggi sull’educazione naturale firmati da Raffaella Dore, classe 1905, morta del 1972, impegnata in un percorso pedagogico che la vide attiva accanto a Luigi Volpicelli nella rivista “I problemi della pedagogia”.
Il libro ci propone una bella  prefazione di Teresa Buongiono che entra nella pedagogia della Dore, nella sua  pedagogia e nella sua sarditudine. Una prefazione che mette in relazione fiabe e miti, racconti ancestrali e sociologia, letteratura e azioni, una prefazione che è saggio a sua volta.
Teresa Buongiorno si congeda dal lettore così:
“Raffaella Dore è persuasa che vi sia un’altra via di ricerca per gli educatori e gli studiosi: indagare sul modo naturale di educare (…) che scaturisce dall’impulso ad educare attraverso la trasmissione dell’esperienza.”
Importante è definire la qualità delle esperienze e le possibili forme di trasmissione.



Silvana Sola