Edith Nesbit

Nel 1987 uscì A Woman of Passion, il celebre libro di Julia Briggs, figura luminosa del mondo letterario inglese, scomparsa prematuramente all’età di sessantatre anni. Era la biografia  della scrittrice per ragazzi Edith Nesbit (1858-1924), poco conosciuta in Italia. Acquistai quel libro in una libreria femminista londinese; era un tomo abbastanza corposo, di Edith Nesbit non avevo ancora letto nulla, ciò nonostante entrai nelle pagine di Julia Briggs con curiosità. Alla fine del libro nutrivo una tale ammirazione per questa Woman of Passion che cercai di somigliarle, a partire dalla pettinatura. Cosa mi piaceva tanto di questa donna? La sua passione civile che si traduceva in una scrittura carica di vita. Scriveva per il mercato, quindi i suoi lettori erano i figli delle classi agiate, i figli delle classi colte. L’intento palese e manifesto era quello di insinuare fra le pagine destinate agli happy few le condizioni di vita dei molti meno felici. Sullo stile di scrittura consiglio vivamente lo scritto “Il sogno di un mondo improbabile”, introduzione di Rita Valentino Merletti al bel volume appena pubblicato da Donzelli che ha per titolo Melisenda e altre storie da non credere. I nove racconti, illustrati da Lindsey Yankey, saranno uno dei punti forti della mia campagna di Natale.
A chi mi chiederà consigli in libreria, parlerò di questa Woman of Passion e sono certa che molti ascolteranno, a cuore aperto, e saranno lieti di trasmettere ai giovani lettori il punto di vista non superato di questa straordinaria scrittrice.

Ecco un assaggio della sua prosa tratto dal racconto “La città nella biblioteca”:
“La mamma era stata costretta a lasciare i bambini da soli, perché la bambinaia si era presa il morbillo. Una malattia fuor di luogo per una bambinaia adulta, ma anche questo è proprio vero. Se avessi voluto inventare avrei potuto dire che aveva avuto un attacco di cuore o una polmonite, come succede spesso nelle storie, ma voglio dire la verità, anche se sembra stramba. Ed era proprio morbillo. La mamma non poteva stare con i bambini perché era la vigilia di Natale e in quel giorno i vecchietti poveri del quartiere venivano a ritirare i loro regali: tè e tabacco, sottogonne di lana, mantelle calde, scatole di aghi, scampoli di cotone, e altre cose del genere.”