E poi, per la Gente Bassa, l’estate finì

Avevo letto in velocità Il piccolo regno in previsione dell’incontro organizzato a Bologna, durante il Weekend dei Giovani Lettori.
L’ho ripreso in mano in questi giorni e ho trovato il giusto tempo per entrare dentro la storia.
Firmato da Wu Ming 4, in catalogo per Bompiani nella collana “Assaggi di narrativa”, il romanzo è un gioiello letterario.
Si apre come uno scrigno che mostra la preziosità del suo contenuto.
Una preziosità capace di trattenere il lettore, capace di creare un’atmosfera sospesa, terragna e fantastica, intima e collettiva, splendente e oscura.
Una storia di un’infanzia che sta per finire, un’infanzia ancora fatta di zuffe, di vite fuori casa, di rifugi segreti, di gesti di coraggio e di sfida. Un’infanzia ritrovata, dalla voce narrante del romanzo, in una foto ingiallita che riporta i ricordi.
Nelle pagine si descrivono due mondi che si incontrano per necessità: da un lato gli adulti e dall’altro i ragazzi.

E nel mondo dei ragazzi entra la straordinarietà di un’avventura che intreccia mistero, territori da esplorare, soprannaturale, esperienza di vita, cambiamento.
Nel mondo degli adulti ci sono le relazioni, le verità omesse, c’è il fabianismo che definisce forme di comportamento che guardano ad una possibile nuova società, c’è l’instabilità di un’Europa che di lì a poco lascerà ferite nelle vite di molti.
Il sottotitolo è Una storia d’estate, perfetto per dichiarare la temporalità narrativa di un’esperienza che si sta concludendo, un’esperienza che rimane in eredità alla Gente Bassa quando passerà a far parte della Gente Alta.
Per adolescenti, per lettori estivi e invernali, per tutti.

Silvana Sola