Due tribù

Nadia Terranova ci regala un racconto insolito che vede due tribù, genitori e figli, o meglio, adulti e adolescenti in un montaggio alternato fatto di distanza, separatezza e vuoti, per giungere ad un provvisorio incontro finale. Già questa traiettoria è interessante ed indica una strada. Brutta bestia l’adolescenza, dice l’autrice e noi con lei sottolineano che è un passaggio obbligato dell’esistenza che porta con sé un groviglio di sentimenti. Poi c’è la presenza del dolore, quello acuto, che trafigge, che chiude in sé e rischia di trasformarci in persone cattive. 
La partitura, 170 capitoletti, è jazzistica, mentre i riferimenti musicali sono rock. 
Le canzoni dei Beatles segnano l’orizzonte per tutti, adulti e adolescenti, come se i temi universali di Hey Jude andassero bene per tutti e unissero.
Un piccolo refuso andrà corretto nelle prossime ristampe, shoulders, al plurale e spalle invece di schiena. Prendersi la vita sulle spalle può lasciarci schiacciati, ma se facciamo del nostro meglio… possiamo farcela, senza perderci.
Vorrei che questo racconto, oggi proposto nella collana Storie&Rime, venisse pubblicato in una collana più consona agli adolescenti, sarebbe più facile per noi librai presentarlo. Così rischia di apparire un racconto per più piccoli, invece la sua leggerezza, il suo tono, lontani dal senso di tragedia, affondano nel profondo, restando in equilibrio su un’asse, su una corda tesa per noi funamboli che camminiamo sulla linea della vita.

Grazia Gotti