Dislessia on stage

Un gran pienone all’Arena. Tutti in attesa di Fonzie divenuto scrittore per ragazzi, portato in Italia dalla casa editrice Uovonero. L’autore non arriva ma la folla  aspetta, disciplinata.
Eros Miari ed Enza Crivelli, dal palco, invitano il pubblico a rispettare l’autore, e chiedono che gli sia permesso di parlare del tema che più gli sta a cuore. Fonzie arriva e un’ondata di calore invade lo spazio. Concede un minuto per le foto poi tutti seduti in ascolto. Il racconto è autobiografico, l’infanzia sofferente per quel terribile fardello, la disistima dei genitori, tedeschi e bassi di statura. La sofferenza scolastica, poi la strada per la recitazione. Diventato padre, attraverso la dislessia del figlio, diagnosticata in età canonica, fra la seconda e la terza elementare, quando le competenze di lettura e scrittura per solito maturano armoniosamente, capisce che quel suo dolore infantile aveva un nome, oggi pronunciato senza imbarazzo.
Nasce così l’idea di dedicarsi alla scrittura e attraverso di essa alla creazione di un personaggio.
Sul palco, con passo da attore, con il corpo sempre in movimento, questo Fonzie dai capelli grigi commuove e diverte, guadagna tanti applausi e tanta vicinanza. Quando sul palco sale una giovane adolescente dislessica che parla a nome dei giovani dislessici italiani appena riuniti in associazione l’applauso è roboante. Mi sento lieta di aver partecipato ad un rito collettivo che vede insieme ragazzi e adulti, figli e genitori, insegnanti e allievi per una cosa così nobilmente umana. Enza Crivelli viene definita dall’ autore ” la mia meravigliosa editrice italiana” e, di nuovo, l’applauso si fa roboante. Avevo visto la serie negli Stati Uniti e sono davvero contenta che i bambini dislessici possano beneficiare, finalmente, di una larga attenzione.
Grazia Gotti