Dino Battaglia! Anche se a mostra finita

Reggio Emilia, Città del tricolore. Domenica scorsa, nei Chiostri San Domenico, sono riuscito in extremis a vedere la mostra “Dino Battaglia, le immagini parlanti”. Il 9 gennaio la mostra, curata da Paolo Ferrari e Marco Prandi in onore ad uno dei mostri del fumetto italiano, inaugurata solo il 27 novembre e con un’apertura “straordinaria” da sabato a domenica, è terminata in assoluta sordina.
Dino Battaglia era nato a Venezia nel 1923 e morto 60 anni dopo a Milano. Non si mosse dall’Italia, come racconta la moglie Laura nel tenero filmato, nemmeno per seguire i numerosi italiani (Pratt, Ongaro, tra gli altri) dell’Asso di Picche, chiamati in Argentina per ricreare la medesima rivista oltreoceano.
Forse è inutile ricordare i suoi numerosi capolavori che hanno pescato tra i classici in gran parte dell’ottocento anglosassone e francese.

Le quasi 170 tavole pubblicate per la maggior parte negli anni ’70 sulla rivista Linus sono state presentate distinguendo quelle dalle tinte più decise e dai forti contrasti usati per i racconti gotici da quelle più sfumate e grigie per il realismo francese.
Ricordiamo velocemente Dickens, Hoffmann, Stevenson o le meravigliose tavole per Poe: una per tutte Ligeia dalle elegantissime citazioni della secessione viennese. Ci soffermiamo su alcuni dei più bei racconti di Guy de Maupassant che raccontano la guerra franco-prussiana del 1870: l’onestà di Bolla di sevo, la tenerezza dei Due amici, la rabbia di Mamma Sauvage.
Scusandomi d’avervi fatto venire la voglia di Battaglia senza potere più andare a vedere la mostra, ricordo l’omonimo catalogo Edizioni Di o i titoli del fumettista pubblicati dalla stessa casa editrice.
David Tolin