Dick Bruna

Sto facendo un lavoro sui creatori di mondi iconografici e oggi rifletto sul papà di Miffy, l’olandese Hendrik Magdalenus Bruna, che il 23 agosto ha compiuto 87 anni. Cresciuto fra i libri, appartenevano alla sua famiglia le librerie che si trovavano  in ogni stazione ferroviaria d’Olanda. Dick non aveva passione per gli affari, per la parte commerciale dell’editoria. Amava disegnare, pertanto ottiene di frequentare una scuola d’arte e di andare a Parigi dove si accultura con mostre e ancora mostre. Nell’azienda paterna, casa editrice di un certo rilievo, disegna copertine. Una mostra sul suo lavoro sarebbe molto interessante; bello vedere i suoi Simenon. In questi giorni, nella città di Utretch, è allestita una sua mostra che illustra gli sport. La carriera di questo signore dai baffi bianchi molto ben curati, che va in studio in bicicletta e disegna ancora con mano fermissima, è coronata da uno straordinario successo. Oltre 40 paesi hanno accolto la sua Miffy. Purtroppo il pubblico italiano non apprezza questo mondo, l’ultimo tentativo presso l’editore Panini non ha dato buoni risultati, quindi per chi vuole Miffy, esistono i sette titoli che la Tate ha ora in catalogo.
Li ho trovati ieri alla libreria Giannino Stoppani, esposti fra i libri per piccoli, senza distinzione di lingue, accanto a un cartonato brasiliano e a tanti titoli francesi. Mi ha fatto molto piacere e mi farebbe piacere avere anche una bella selezione di giocattoli ispirati a Miffy. Da ultimo, ma davvero non meno importante, vorrei che la rivoluzione sulla scuola annunciata dal Presidente Renzi, cominciasse con l’obbligatorietà dello scaffale Miffy in tutte le scuole dell’infanzia della Repubblica.

Grazia Gotti