Di valigie e bauli, di viaggi e di fughe.

Uso Facebook principalmente come strumento di scoperta, perché amici con interessi comuni mi portano, attraverso le loro condivisioni e i loro “mi piace”, in luoghi inaspettati, verso piccole meraviglie scovate per caso. E’ successo così con Martina Vanda, lllustratrice formatasi allo IED di Roma e specializzatasi a Parigi.
Martina ha all’attivo alcuni libri d’artista e un picture book per Lirabelle. Per Fineo, casa editrice fra Messico e Spagna, ha realizzato le illustrazioni per Estela, grita muy fuerte! scritto da Isabel Olid. Questo libro, azione concreta di educazione e formazione legato a Grita muy fuerte!, manifesto contro il silenzio sull’abuso sessuale infantile, è stato distribuito in 87.492 copie nelle scuole primarie del Messico, è stato acquistato in 5000 copie dal Municipio di San Pedro in Messico e adottato dal Family Health Center di San Diego, dalla Fundation Rana e Schools of Balearic Island.
Nella nota biografica del sito ufficiale, scopro che nel 2012 Martina Vanda è stata selezionata per la mostra degli illustratori della Bologna Children’s Book Fair. Sfogliando il catalogo di questa edizione ritrovo le figure che di lei mi hanno tanto colpito, immagini che raccontato di una bambina, di un gatto e di un gioco a due, Ménage à deux appunto, come recita il titolo del picture book che racchiude i bellissimi acquerelli in rosso, nero e blu. Sarà pubblicato nel 2013, non è rivelato l’editore.
Scopro anche che ha donato una tavola per la Silent Auction di IBBY Italia del 2012, una tavola che ritrovo nel picture book autoprodotto di cui vorrei parlare oggi, Je m’en vais.
Le pagine ci raccontano di un viaggio da intraprendere, della voglia di andare, partire, fuggire, scappare seguendo le rotaie che attraversano le strade di una città europea. Ci sono valigie, borse e bauli. Sono portati o trascinati da signori e signore, bambini e vecchiette con cagnolino. Sono vestiti di stoffe colorate, figurine di tessuto a contrasto con i colori scuri e grigi della città. 
Le tavole sono realizzate con un collage di foto in bianco e nero ritagliate da quotidiani pubblicati nel  periodo in cui l’illustratrice lavorava al libro.
Dove vogliono scappare? Dove stanno andando? Respiriamo l’urgenza di partire, l’emozione per l’inizio di un viaggio, le valigie e la mente piene di sogni e di quell’emozione che sento così mia quando prendo un aereo per Londra o Tokyo. “Je m’elance, je danse, je fuis. Attendez moi! J’arrive!”
C’ero anche io alla Silent Auction di IBBY. Quella sera i miei occhi (e i miei fondi) erano tutti per la splendida tavola di Vittoria Facchini, non ho quindi dato giusta attenzione al lavoro di questa illustratrice. Alla fine però l’ho incontrata di nuovo.
Martina realizza anche delle bellissime ceramiche dipinte a mano. Penso che saranno un prossimo acquisto per la mia nuova casa.

Elena Rambaldi