Danza, illustrazione e altro ancora!

Où ệtes-vous Monsieur Degas?, nonostante l’accattivante immagine in copertina, non è un libro sulla danza, ma la storia della ballerina protagonista e dello scambio accidentale tra il suo zainetto, contenente il tutù per lo spettacolo, e quello di Degas, contenente i suoi preziosi colori. La danza è soltanto un espediente narrativo per introdurci nel mondo della pittura al tempo degli impressionisti, nel loro modo di intendere la luce e il colore, nel loro stile pittorico.

Nella ricerca del suo tutù la protagonista incontrerà Caillebotte, Monet, Renoir, Mary Cassat, Degas e Tanguy che riforniva tutti loro di tele e colori, e ogni incontro le rivelerà qualcosa della loro arte e di quella Parigi. Meravigliose le illustrazioni di Eva Montanari, che riesce a rendere perfettamente quell’atmosfera e quelle opere “dal vivo”. Pubblicato dall’americana Abrams Books (Chasing Degas, 2009), è stato prontamente tradotto in Francia da L’atelier du poissons soluble.
Anglofono è anche il secondo albo che presentiamo oggi. La storia della rana ballerina, di Quentin Blake che usa la danza come pretesto per trattare anche altri argomenti.

Spesso ci si scorda che il famoso illustratore di Roald Dahl, è anche un autore eccezionale. Nel 1999 infatti è stato il primo Children’s Laureate del Regno Unito, carica che comporta l’onore e l’onere di sostenere e diffondere la letteratura per l’infanzia inglese in giro per il mondo.
La storia racconta di Geltrude, che sposa un marinaio di cui è molto innamorata.
Quando lui perde la vita in mare lei è sul punto di uccidersi, ma incontra George, una rana ballerina, che accoglie in casa, che la farà rivivere e con la quale vivrà mille avventure in giro per il mondo.
Può quella tra Geltrude e George essere considerata un’insolita storia d’amore? Di fatto lei preferirà la vita con George alla proposta di matrimonio di un Lord inglese!
L’ironia non manca mai nei testi e nelle immagini di Blake. La storia può sembrare divertente e leggera, ma i temi sottostanti di leggero hanno ben poco: il distacco, la perdita, l’incongruo come antidoto al dolore e alla depressione, sia nella storia di Geltrude, come in quella, parallela nella trama e nelle immagini, della mamma che la racconta e di Jo che l’ascolta.
Il libro è del 1984, anche se in Italia è arrivato solo nel 2008 nelle Rane di Interlinea.
Elisabetta Pavan