Dal Raccordo al pianeta Fulgor, passando per New York

24 agosto: la scatola con le copie del libro di Eraldo Affinati non viene recapitata alla libreria Giannino Stoppani. Viaggia, nel furgone del corriere, verso destinazioni improprie. Poi finalmente trova la strada dello scaffale. Aspettavo con curiosità questo libro: conosco il lavoro di Affinati, la sua scrittura, il suo impegno, l’insegnamento, la scuola Penny Wirton, gli scritti giornalistici e mi aspettavo, non so perché, un racconto realistico. Invece il racconto L’11 settembre di Eddy il Ribelle, il libro uscito per i tipi di Gallucci, mette insieme generi diversi. C’è la fantascienza di un mondo oltre le galassie, c’è l’avventura, c’è il romanzo di formazione, c’è il diario cronaca. Un modo assolutamente inconsueto per raccontare la strage delle Torri Gemelle. Due ragazzini, giunti dal pianeta Fulgor dove sono bandite la parola guerra e morte, vedono consumarsi la tragedia dell’11 settembre, sospesi sopra il cielo di New York. E l’evento che ha sconvolto il mondo determinerà anche il corso delle loro vite: Matuzalem si spenderà, come un vero eroe, per salvare i superstiti, Eddy farà i conti con incontri ordinari e straordinari, capaci di portare amore, amicizia, solidarietà, in un viaggio frenetico tra i diversi continenti. Nelle pagine descrizioni di ragazzi dal diverso colore della pelle, e poi scuole, case di accoglienza, città dei ragazzi, villaggi afgani e le macerie delle Twin Towers. “ Sul terrapieno pezzi di intonaco e frantumi di gesso venivano raccolti insieme a documenti, borsette, orologi e, nello sgomento generale, perfino arti umani…”
Silvana Sola