Da Hudson a Borges a De Santis (passando per Negrin)


Pablo De Santis è argentino. Non ha ancora cinquant’anni, il suo primo romanzo è del 1987.
A vent’anni scriveva sceneggiature per il fumetto e ha poi diretto la leggendaria rivista Fierro pubblicando il meglio del fumetto contemporaneo. Fierro viene da Martin Fierro, il gaucho eroe del poema epico argentino più popolare. Del gaucho-letterario vale rileggere il giudizio di Borges a proposito del famoso romanzo dello scrittore naturalista William Henry Hudson, The Purple Land (tradotto da Adelphi nei primi anni Settanta del secolo scorso), Sobre The Purple Land, in Otras Inquisiciones, 1952. Hudson e Borges, a mio parere, stanno vicini a Pablo De Santis. Lo pensava forse anche Francesca Lazzarato che in Mondadori aveva portato A Little Boy Lost di Hudson e L’inventore di giochi di De Santis, ora per Salani. Il ragazzo che scrisse l’enciclopedia di se stesso, sempre per Salani, è il nuovo romanzo di Pablo in libreria da pochi giorni. Ci auguriamo che l’irresistibile titolo e la stupefacente copertina firmata da Fabian Negrin colpiscano il lettore in cerca di libri freschissimi di stampa. Buona lettura.
Grazia Gotti