Cuore di mamma

Quante mamme ci sono? Nel libro di Arianna Giorgi Bonazzi, illustrato da Vittoria Facchini per Rizzoli, ce ne sono 12. Tutte diverse e tutte molto vere, perché un pezzetto di ognuna c’è in tutte le mamme. Sono mamme tutto fare, magiche, perfettine, smemorate, ambientaliste e super occupate. Sono mamme che lavorano, ma che a casa si mettono i calzettoni per stare sul tappeto con il loro figli. Sono mamme-donne un po’ bambine quelle di Vittoria, con i fiocchi nei capelli, i vestiti a fiori e i calzini a pois. Sono sempre vicine ai loro piccoli, hanno braccia lunghe per coccolare, stringere, giocare e fare tutto il resto.
A ogni mamma è dedicato un fiore, nei particolari delicati, a matita, che troviamo sullo sfondo in ogni illustrazione. E i fiori sono anche tra le mani dei bambini, perché tutti, da piccoli abbiamo raccolto un mazzetto di margherite da portare alla mamma.
Nell’albo di grande formato, Vittoria ci regala colori intensi, mescola pennelli, matite e carte. Vicino a mamme e bambini ci sono pastelli colorati, libri, cani, gatti e tanti bellissimi giocattoli.
Ogni lettera del titolo Mamme, Vittoria l’ha disegnata dentro un cuore. E’ il cuore di mamma, credo. Non sapevo cosa fosse fino a due anni fa, quando è arrivato Federico, ora invece so che è un “pezzo di mamma”:

“La mia mamma comincia dalla punta dei capelli
e finisce nelle suole delle ciabatte.
Col piede chiude il forno, coi capelli
Mi fa il solletico sull’ombelico.
In mezzo ci sono tanti altri pezzi di mamma,
come le ditea per telefonare in ufficio
e lavare lo sporco dalle mie gambe e dalle cose;
i denti per staccare lo scotch e mordere le cosciotte;
ma anche il naso per sapere chi ha fatto una puzzetta.
Il mio pezzo preferito però è la punta del dito
per girare pagina e vedere cosa viene dopo.”

Ho incontrato per la prima volta Vittoria qualche anno fa, ad un suo laboratorio al Palazzo delle Esposizioni di Roma. E’ stato uno di quegli incontri che ti segnano profondamente, che ti accendono una scintilla. Quegli incontri che ti ricordi poi per tutta la vita. Vittoria mi ha messo in mano una matita, mi ha travolto con la sua vitalità ed è riuscita a scovare qualcosa dentro di me, che ero quasi sicura di non avere. Grazie Vittoria.
Elena Rambaldi