Cristina Pieropan

Due nuovi lavori  per due editori diversi: La bambina che ascoltava gli alberi pubblicato da Edizioni Corsare e Storia di un uomo di neve, grande albo di Rizzoli.
Ho provato entusiasmo sin dal primo giorno per le incisioni acquarellate di Cristina. Ricordo quando le scoprii. Erano tavole pervenute alla selezione del premio illustratori della Bologna Children’s Book Fair ed erano tratte da un libro che raccontava la vicenda umana di Helen Keller, la bambina che non parlava. Mi colpirono quelle tavole e se da un lato ero contenta per l’autrice per il fatto che un editore straniero le avesse dato l’opportunità di pubblicare, al tempo stesso mi rammaricavo del mancato accoglimento di casa nostra. Oggi sono doppiamente contenta, due titoli. La bambina che ascoltava gli alberi é un omaggio alla natura di straordinaria bellezza.

La quercia, il noce, il faggio, sono presenze vive che dialogano e permettono alla bambina di
sentire intensamente: “La bambina chiuse gli occhi e ascoltó finché sentí i piedi diventare come radici che penetrano nel cuore della terra, e le braccia come rami distesi a raggiungere il cielo”.

Maria Loretta Giraldo, autrice del testo, firma anche la storia dell’uomo di neve, una tenerissima parabola scientifica e sentimentale di una bellezza stupefacente. La metropoli, il fiume, il mare, il cielo e delle piccole particelle di acqua, delle goggioline pupazzo, compiono un ciclo naturale che si fa avventura, prodigio.
Ho sottoposto i due libri al giudizio familiare: dopo cena ho invitato a sfogliare queste pagine per me piene di fascino, pagine che mi chiamano ad uno sguardo attento, pagine che mi catturano e producono emozione intensa. Abbiamo convenuto che se inizialmente l’atmosfera può sembrare triste, ciò che alla fine comunica é una assorta presenza, una piena adesione. La pagina diventa come la vita, non ho altre parole e so che succede di rado.
Grazia Gotti