Cosas Mìnimas?

In questi giorni ho incontrato diversi studenti impegnati a sostenere gli esami per la Specialistica di Illustrazione e quella di Editoria all’ISIA di Urbino.
Studenti attenti che si muovevano tra Frigidaire e Sempé, Armin Greder e Kveta Pacovska, capaci di analizzare le figure degli spazi metropolitani e appassionarsi a Saul Steinberg e a Tomi Ungerer. Scambi interessanti, piacevoli scoperte.
Durante un colloquio sono stata invitata a riguardare con attenzione la produzione di Blanca Gomez.
Conoscevo l’illustratrice spagnola per il lavoro sull’albo illustrato Il filobus numero 75, bellissimo racconto di Gianni Rodari, in catalogo per Emme edizioni.
Una storia che racconta la possibilità di regalarsi tempo, fuori dalle costrizioni di un quotidiano scandito da ritmi sempre più veloci. Le immagini di Blanca esaltano il non tempo, sospese tra l’attualità del presente e i riferimenti visivi che guardano al passato. Leggere e minimali fanno pensare ad epoche in cui le strade erano occupate dalla Vespa, e fuori dalle aree urbane si respirava una vera primavera.
Blanca Gomez ha un segno lieve, ricercato, di chi ha guardato molto. Le sue immagini, essenziali e senza orpelli, le possiamo ritrovare sul magazine “Uppercase”, su “El Pais”, sulle pagine di libri Chronicle…
“Una mattina, il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l’Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza…”
Silvana Sola