Copertine americane

Avevo visto Grounded a casa di Alessandra Valtieri, lettrice onnivora e traduttrice dal tedesco e dall’inglese. La copertina mi aveva colpito e mi ero ripromessa di leggere il romanzo. Una buona qualità grafica è preludio di buona letteratura. Conoscevo la bellissima copertina di Chains da quando il romanzo era entrato fra i finalisti del Book National Award nel 2008. Ma solo a NY ho messo tutte le cose in fila: dall’annuncio di un albo illustrato di prossima uscita, trovato in un catalogo, sono risalita a Christopher Silas Neal, autore di queste copertine, illustratore con studio a Brooklyn, al quarto piano di una vecchia fabbrica di matite. Dal suo sito si possono vedere i suoi lavori: per i libri, i periodici, i manifesti, le campagne pubblicitarie. Nell’editoria italiana, per ragazzi e per adulti, è carente questo aspetto del lavoro editoriale: manca la figura dell’illustratore–book designer, capace di interpretare, di operare sintesi, più colto di un grafico, capace di creare immagini. Bastano gli uffici grafici interni da una parte e gli illustratori dall’altra, quando poi non siano i gusti del “commerciale” a dire l’ultima parola. E così, entrando in libreria, i pochi casi felici sono sommersi da una marea di mediocri e di poveri prodotti.
Ne discutevamo con Matteo Bologna dello studio Mucca Design di Manhattan, curatore della veste dei classici Rizzoli per ragazzi, la collana più fresca sugli scaffali italiani.
Anche il lavoro di Guido Scarabottolo per Guanda ha lasciato una indelebile impronta nel book market.
Dedicare maggiore attenzione al disegno, alla grafica, all’arte tipografica, dai libri per bambini ai manifesti sui muri, per migliorare eticamente ed esteticamente: ecco il compito di tutti.
Grazia Gotti