Con o senza occhiali, leggere il Nobel

La letteratura porta spesso a incontri speciali, a intrecci, permette al lettore di stupirsi. 
Sto preparando il mio intervento per un convegno a Torino dedicato ai lettori senza frontiere e nella mia bibliografia figura Caterina Certezza, il libro di Patrick Modiano in catalogo per Donzelli. 
Scelto prima, perché è un bel libro e poi perché la doppia (o tripla o quadrupla) possibilità di vedere le cose di Caterina mi permette di riflettere sulla percezione, sui sensi. Il libro racconta Caterina, la vita a Parigi, gli occhiali, poi la danza, la mamma ballerina a New York e il desiderio di seguirne le orme.
La scrittura di Modiano, da ieri Nobel per la Letteratura, si modella sulle illustrazioni lievi, puntuali, meravigliosamente semplici, di Sempé. Le parole accompagnano le figure che riportano alle parole, in un gioco elegante di rimandi. Caterina vede il mondo attraverso le lenti, un mondo filtrato, reso a volte opaco altre unico, ma lo vede, anzi lo sente, anche attraverso il movimento, nel gesto che fende l’aria, nelle atmosfere sospese di un passo di danza.  Un mondo che le offre tante possibilità di essere.

Silvana Sola