Bologna è attanagliata dall’afa, da un caldo che porta la temperatura a sfiorare i 40°. L’Appennino è una risorsa possibile: un’ora di viaggio e i boschi di castagno, le faggete, si sostituiscono al paesaggio urbano. Sul Corno alle Scale, tra brughiera di mirtillo, boschi di conifere, erbe ed “erbacce”, al Inserisci linkrifugio Duca degli Abbruzzi, accanto al lago Scafaiolo, dove i versanti bolognese e modenese della catena appenninica si toccano, ho letto il diario di Darwin, il suo resonto del viaggio sul Beagle. Un percorso tra mari, isole e porti, lettura forse più adatta ad altre altitudini, ma per me giusta e quasi refrigerante. E al mio ritorno in città ho ripreso in mano L’albero della vita, di Peter Sis, in catalogo per Fabbri. Un bellissimo albo illustrato, un omaggio intelligente al grande naturalista inglese, una biografia illustrata che prende vita attraverso il “vedere” di Peter Sis”. Charles Darwin aveva dichiarato con rammarico la sua difficoltà a disegnare, Peter Sis offre la sua abile mano e costruisce illustrazioni che diventano mappe, parti di accurata cartografia, sintesi di pensiero messe in pagina come elementi di diario, delinea personaggi che rappresentano un’epoca e l’acceso dibattito scientifico che la ha caretterizzata. Colori grigi, verdi, blu, seppia, mettono in primo piano rilevamenti volti a calcolare la longitudine terrestre, la forma delle isole, le caratteristiche delle tartarughe millenarie o delle iguana di terra. Peter Sis, come Darwin, azzarda ipotesi, suggerisce soluzioni visive da guardare con attenzione, elabora una linea del tempo capace di chiarire passaggi, gioca con i contenuti. Dell’espressioni nell’uomo e negli animali, il libro che Darwin scrisse nel 1872 (libro con fotografie e illustrazioni di cui se ne vendettero 5267 copie in un solo giorno) diventa il pretesto per creare una galleria di bambini felici, tristi, sorpresi e di primati arrabbiati… e una calligrafia precisa, nera e leggibile, è usata per accomiatarsi dal lettore attraverso una citazione: “ Non sono nato per seguire ciecamente le orme di altri uomini. Mi sono sempre impegnato per mantenere una mente aperta, capace di rinunciare a qualsiasi ipotesi, anche la più amata (e non posso fare a meno di formularne di nuove su ogni argomento), non appena emergono prove sufficienti a confutarla.”
Silvana Sola