Come eravamo… ma non c’entra Pollack

La settimana scorsa con una serie di lezioni sui libri di divulgazione per ragazzi sono terminati i corsi di formazione che l’Accademia Drosselmeier organizza ormai da sei anni. Per un piccolo intervento sull’editoria francese, che nell’ambito dei documentaire ha una grande tradizione, ho ripreso in mano un testo della casa editrice parigina Albin Michel. Comment c’était avant, uscito nel 2007, illustrato da Dupuy-Berberian, è il primo di un terzetto di libri che percorrono il secolo appena terminato, esplorando il quotidiano nei suoi aspetti più variegati (Les vacances, 2008 – Les transports, 2009).
Alcuni principi degli storici dell’école des annales, si ritrovano in questi testi ben spiegati ed “illustrati”. In Comment c’était avant, la strada, l’appartamento e la campagna, vengono focalizzati in quattro diversi periodi (1920 – 1950 – 1970 – 2000) riuscendo a raccontare la storia attraverso i cambiamenti della vita di tutti i giorni: i mezzi di trasporto, le tipologie dei negozi, il sistema d’illuminazione, il ruolo femminile e/o maschile, l’arredamento…
Altro bell’esempio di questo modo di raccontare la storia è lo stupendo libro di Yvan Pommaux, pubblicato da Babalibri nel 2003: Quando non c’era la televisione.
Italianissimo (non è vero!! la Creative Education ce lo ha rubato anni fa!) è l’ultimo lavoro di Roberto Innocenti, che con la Casa del tempo (La Margherita Edizioni) ci regala uno splendido spaccato della nostra storia.
Piccolo cameo delle quattro strade di Dupuy-Berberian!

Uno dei pochi elementi a rimanere immutato nel corso del ‘900, sta seduto vicino alla bocca del metrò: un clochard, attorniato dai suoi sacchetti, dai piccioni piuttosto che da cartoni.
David Tolin