Clément Oubrerie e la sua nuova Zazie

Macchifastapuzza… (nel fumetto puzza è diventata “tanfo”) è l’esclamazione di zio Gabriel in attesa della nipote Zazie, oltre che indimenticabile incipit del romanzo di Raimond Queneau uscito nel 1959.
Per la versione fumettistica di Zazie nel metrò (in Francia edito da Gallimard nel 2008) in Italia abbiamo dovuto attendere prima l’uscita de Il piccolo principe di Joan Sfar del Natale scorso (anche lui Gallimard, 2008), entrambi usciti per la Lizard – Rizzoli.
L’eroina, a cui siamo affezionatissimi tanto da avergli dedicato il nome del blog, resta anche nella nuova veste, il personaggio spumeggiante, anticonvenzionale, energico e irriverente che è da più di 50 anni.

Oggi, dopo la versione filmica del 1960 di Louis Malle e le tantissime edizioni (ricordiamo per le illustrazioni il Folio Gallimard di Roger Blachon) Zazie la possiamo vedere nella nuova versione di Clément Oubrerie, attraverso il suo segno garbato anche se sporco, materico a volte chiassoso (vedi nel blog Lizard alcune tavole dell’artista).

L’illustratore e fumettista d’oltralpe, nato a Parigi nel 1966, ha iniziato negli anni ‘90 a lavorare per le maggiori testate giornalistiche francesi come illustratore, con la sua agenzia WaG. Si dedica all’edizione per ragazzi, pubblicando per Albin Michel, Hachette, Seuil.

Parallelamente si occupa di disegni animati. È cofondatore di due studi di animazione, l’ultimo, Autochenille Animation, con l’amico Joan Sfar. Passa ai fumetti tardi, il suo primo titolo è Aya de Yopougon, che vince il primo premio per il migliore album a Angoulême 2006.

David Tolin