Cimiteri


Alle porte di Bologna c’ė un cimitero polacco che accoglie 1421 salme. La mia città ha reso onore  al generale polacco Wladyslaw Anders, morto a Londra nel 1970 e sepolto al cimitero polacco di Montecassino e nel 1945 la bandiera polacca era stata issata in Palazzo D’Accursio. 
Ho letto il bellissimo libro di Lukasz Wierzbicki, nato nel 1970 a Poznan, con immenso piacere, pagina dopo pagina, pensando agli infiniti utilizzi di un libro di questo genere nelle scuole.
Mi auguro che gli insegnanti lo amino, lo leggano ad alta voce, lo utilizzino per la Storia ma anche per la Geografia. Vorrei invitare l’autore a tenere un incontro con i ragazzi proprio nel cimitero dei caduti polacchi, un incontro letterario nella città dei morti, dove il silenzio, l’assenza di segni invadenti della contemporaneità volgare e ignorante, consenta raccoglimento e relazione. 
Di lettura e cimiteri si è parlato anche la settimana scorsa, a San Paolo in Brasile: una mediatrice di lettura che coordina programmi nelle favelas ha raccontato di letture collettive nei cimiteri, luoghi dove ancora si trova spazio vitale e dove il paesaggio non è deturpato.
A Buenos Aires mi sono recata più volte al cimitero, la prima volta incuriosita dalle file degli argentini in visita alla tomba di Evita, poi al tramonto per passeggiare e pensare ai libri che avevo visto in fiera. Un pomeriggio ho fotografato un gatto, anche lui ci stava bene nel tepore del sole del mite inverno argentino.
Grazia Gotti