Chi vincerà?

Il libro, Piccolo stupido cuore, dello scrittore Xavier-Laurent Petit mi ha riportato indietro nel tempo. Era estate, avevo diciotto anni, un breve lavoro estivo prima della partenza per le vacanze: dovevo fare assistenza agli anziani in un soggiorno montano. Anziani energici, grandi camminatori, abili giocatori di carte, ballerini di liscio, ottime forchette, garbati e autonomi. Tutti, meno una signora, la più giovane del gruppo, affetta da un serio problema cardiaco.
La signora, che chiameremo Bice, mi chiamava quasi tutte le mattine, all’alba, e atttribuiva la necessità della mia presenza al suo cuore.
E una volta giunta nella sua camera mi diceva, sorridente: “il mio stupido cuore anche per oggi si è comportato bene”. Perché dirmelo così presto? Perché avrei cominciato la giornata senza preoccupazioni. Il mio soggiorno a Zocca, ai tempi di Vasco Rossi e di Punto Radio, è lontano cronologicamente e geograficamente dai tempi e dai luoghi in cui Sisanda vive. E’ il cuore, di cui si parla nel romanzo, ad attivare il ricordo e a fungere da filo rosso. In Piccolo stupido cuore si parla di una ragazzina e del suo cuore, che batte in modo diverso dal dovuto.
Sisanda vive in un piccolo paese dell’Africa e, per ambire ad una vita normale, dovrebbe sottoporsi ad un importante intervento, che la sua famiglia non può affrontare economicamente.
Occorrerebbero trentotto anni, tre mesi e venti giorni per accumulare il denaro necessario, e il suo cuore non reggerebbe tanto a lungo.
Ma la mamma della piccola corre. Corre velocissima, le sue gambe da gazzella coprono lunghezze infinite, e sono quelle gambe che potrebbero portare a Sisanda il denaro necessario.
Un romanzo breve, in catalogo per San Paolo, un altro esempio della particolare sensibilità dello scrittore francese, capace di mettere in pagina temi difficili e affrontarli con fine leggerezza.
“Non ero abituata a tale calma. Allora è questo avere un cuore come tutti quanti? Non sentirti… Come se non ci fossi, mio piccolo cuore adorato?”
Silvana Sola
Dello stesso autore, in italiano, il bel libro Be Safe, vedi Zazie 21 aprile 2011, L’oasi, in catalogo per Mondadori, ora reperibile solo in biblioteca, e Centocinquanta giorni nella steppa, Messaggero di Padova