Centenario einaudiano

Mentre all’Istituto di cultura italiana a New York gli americani possono ammirare le copertine dei “Coralli” einaudiani, noi ricostruiamo la collana “Tanti bambini” per celebrare, con una mostra in libreria, il centenario einaudiano al quale la città di Bologna dedica un programma ricco di iniziative, presto in rete. Con Einaudi nella testa ho acquistato, su una bancarella, Le avventure di Barzamino di Franco Bedulli, pseudonimo di Daniele Ponchiroli, caporedattore nella casa dello struzzo. Allora, una trentina di anni fa, avevo letto Barzamino con poca attenzione e non avevo colto i molteplici aspetti che  lo rendono un testo ricco di possibilità, prima  fra tutte quella teatrale. La misura perfetta  di costruzione e di tono  rendono il testo anche particolarmente adatto per una lettura ad alta voce. La lingua, straordinaria, precisa, esatta, asciutta e al tempo stesso materia di gioco, una lingua che si piega alle ragioni del comico,  ha il sapore dei classici italiani, di certo amati dal  normalista di Viadana, compagno di studi di Giulio Bollati, parmense.
Nella Torino di Einaudi i due padani si dedicavano con passione ai libri degli altri e riservavano un po’ di tempo ai propri. Bollati era leopardiano, Ponchiroli curatore del Petrarca.
In questo clima di studi rigorosi si pensava ai ragazzi e ai bambini. Ponchiroli curava una collana che accoglieva la Morante, Calvino, recuperava Yambo, proponeva Pietro Sissa, vincitore del Viareggio per l’opera prima nel 1951, pubblicava Gianni Rodari.
Lo faceva come secondo lavoro, per interesse personale, come il disegno e la pittura..
Era una stanza privata dentro la casa editrice più importante del secolo e, come ricorda Guido  Davico Bonino, nessuno gli chiese mai il perché di questa sua passione.
Ponchiroli avrebbe potuto coltivarla a lungo  se una malattia non lo avesse vinto nel 1979, l’anno di Se una notte d’inverno un viaggiatore, che proprio a lui è dedicato. Ci sarebbe stato compagno di avventure e  avrebbe di certo approvato il nostro volgere lo sguardo al passato, alla tradizione italiana, per progettare una moderna libreria per ragazzi.

Grazia Gotti