Cécile, i Baoulé e Coniglio Cacchetto

Prima suggestione in risposta al primo AD# sulla scuola.
Dopo essere stata felicemente pungolata da diversi stimoli in fiera e dopo aver riflettuto su quanto pubblicato sull’Approfondimento Domenicale vi presento un’altra emozionante “esperienza” di insegnamento: quella di Cécile.
L’ultimo romamanzo di Marie-Aude Murail pubblicato per Giunti narra la storia di una giovane maestra che per la prima volta si affaccia nel mondo della scuola elementare.
Come per tutti, l’inizio non è mai facile e la dolce Cécile viene assegnata all’Istituto Louis-Guilloux, che può rimanere aperto grazie all’arrivo di dodici piccoli molto particolari: la tribù dei Baoulé. Ivoriani, scappati in Francia con la madre, ancora in attesa di una lettera dell’Oprafa che conceda loro l’asilo politico, sconvolgeranno a poco a poco la vita di tutti gli insegnanti della scuola, ma segneranno indelebilmente il cammino di crescita professionale ed umana della giovane protagonista.
Nelle pagine di questo romanzo si respira passione vera, vocazione per un mestiere che non è solo un lavoro, ma è anche una missione: curarsi delle nuove generazioni responsabilmente, lucidamente e con quell’affetto che non è quello del genitore, ma quello dell’educatore.

Cécile è giovane, inesperta, agli esordi, ma subito capisce che di fronte ad una classe non puoi permetterti di tentennare, di avere paura; l’insicurezza, il senso di inadeguatezza devono trasformarsi in stimolo per volersi migliorare sempre, per ricercare il metodo di aiutare ogni alunno nel cammino di apprendimento.
Coniglietto Cacchetto, un apparente innocuo personaggio di una storia inventata per uscire da una situazione di empasse, si rivelerà protagonista di una serie di racconti creati dalla fantasia di Cécile, che ogni volta trattano un argomento caro ad un suo scolaro così da essere metafora e sostegno per ciascun bambino della prima elementare della Louis-Guilloux.
Marie-Aude Muriel, già autrice di Oh, Boy! e Mio fratello Simple, con una scrittura scorrevole, ma dai toni sempre delicati e poetici, ci parla di una giovane leva animata dal sacro fuoco, un fuoco che forse oggi non arde nell’insegnamento nei diversi ordini di scuola. Forse è indebolito dal contesto socio culturale in cui ci troviamo. E dunque Cécile è portatrice di speranza perché crede che il futuro sia per tutti e non si tira indietro tra notti insonni e azioni un po’ “scellerate”, trascinando con il suo entusiasmo e la determinazione i suoi colleghi forse un po’ ingrigiti e demoralizzati dalla routine quotidiana.
Giuditta Greco