Cavalli reali, cavalli letti, cavalli sognati: letteratura, ippoterapia ed ecomafia

Giacomo Cacciatore, Valentina Gebbia e Gery Palazzotto firmano il libro Fotofinish, in catalogo nei tascabili Einaudi. Nasceva originariamente per le Edizioni Ambiente nel 2007.
Tre racconti di scrittori che hanno raccontato Palermo, ma non la Palermo Barocca, non gli splendori di una città di luce, ma le ombre nere della mafia.
Tre racconti costruiti per parlare di corse di cavalli, di adrenalina, di dolore e di morte.
Corse lontane dagli ippodromi con le signore alla moda, i capellini parasole, le scarpe eleganti.
I tre scrittori palermitani (Cacciatore è nato in Calabria, ma è palermitano d’adozione) parlano di corse clandestine, di ecomafia, parlano di scommesse, di assenza di legalità.
E parlano di cavalli preparati per l’ultima corsa, di maltrattamenti, di droga, di ippoterapia, di amore per gli animali e di speculazioni.
Sono tre bellissimi racconti, crudi e dolorosi, per adolescenti grandi e per adulti, che mi hanno ricordato il tema delle corse clandestine presente nella letteratura per ragazzi.

Da leggere L’ultimo segreto, l’ottimo libro di Georgia Manzi, in catalogo per Rizzoli o il recente Storia d’agosto, di Agata e d’inchiosto, scritto da Nadia Terranova e pubblicato dalle edizioni Sonda.
La cronaca dell’estate ci ha parlato anche di sei cavalli caduti al Palio di Siena e di quattro fantini feriti, di diciotto cavalli e un pony, di razza olandese e maremmana, morti per il rogo a Marina di Grosseto.
Un’estate con immagini lontane dai cavalli della mia infanzia: cavalli al galoppo nel maneggio in collina, altri placidi, larghi come i sedili del treno, sui quali potevo salire senza il timore di cadere, Furia, cavallo del West,  che accompagnava i miei pomeriggi televisivi, e Black Beauty, l’autobiografia di un cavallo scritto da Anna Sewell, letto con passione dalla mia insegnante di inglese.
Silvana Sola