Casa dolce casa

Sono a casa e metto in ordine i libri di Montreuil.
Fra questi un piccolo album orizzontale pubblicato da helium e dedicato all’architettura, mi fa pensare a quanto sarebbe necessario un lavoro che tenesse conto della necessità di insegnare e di imparare a disegnare, a dipingere, ad immaginare, a fare progetti.
Un libro divulgativo che raccogliesse le suggestioni dei libri per ragazzi e che li facesse conoscere al grande pubblico degli insegnanti.
Questo piccolo albo di Didier Cornille offrirebbe materia di lavoro per un anno: dal 1924 con Rietveld, fino al 2002 con Sarah Wigglesworth & Jeremy Till, si visitano le case disegnate e progettate da architetti che hanno portato innovazione e creatività artistica nell’arte della costruzione. In un vecchio libro di Altan dedicato ai mestieri, l’architetto era ritratto al tavolo da disegno e vestiva in modo eccentrico, pantaloni a scacchi, papillon, gilet colorato.
Un mio alunno di prima disse che l’architetto è quello che fa i tetti.
Di grande formato, sempre da helium, è uscito il lavoro di Sophie Strady e Jean-Françoise Martin, un’enciclopedia di bric-a-brac che presenta, fra gli altri, lavori di Noguchi, Aalto, Arad.
Davvero complimenti allo stand piú bello di Montreuil.

Grazia Gotti