Carta da parati

Da pochi giorni ho scoperto l’attività di un signore francese che produce carta da parati e che sta pensando di affidare ad alcuni illustratori i classici della letteratura per l’infanzia.
Ad esempio, Pelle d’asino è già immortalata per le pareti, ad opera del grande Gérard DuBois.
Ancora con questa bella suggestione nella testa vado in libreria e trovo la novità pubblicata da Babalibri. Le coincidenze sono le cose che più mi danno conforto, specie quelle felici. 
Nel racconto illustrato dalla brava Christine Davenier la carta da parati diventa il teatro, la scena delle avventure della piccola Luna, quando in visita alla nonna, proprio nel momento del riposo, può dar vita ai suoi giochi fantastici “attraversando” la parete ed entrando in un altrove popolato di viaggiatori, di rovine, denso di un’atmosfera che evoca Hogart e Piranesi.
La fantasia di Luna lascia tracce rosse su questo decor blu, come blu sono i disegni dei vasi cinesi; tracce dei suoi giochi, delle sue magie, del suo cagnolino rosso.
Non è la prima volta che vediamo la fantasia  infantile lasciare tracce rosse nell’ambiente.
Luna è compagna di giochi di Eloise, la bambina che marchiava di rosso i raffinati ambienti del l’hotel Plaza di New York.

Grazia Gotti