Carlo Magno, l’Oriente e un elefante

Fra gli albi illustrati italiani di questa stagione natalizia spicca Abul Abbas – Elefante imperiale, pubblicato dalla casa editrice romana Lapis.
Spicca per bellezza della copertina, per formato, per autore, per illustratore: Teresa Buongiorno firma la storia e Gianni De Conno le figure. Teresa racconta con quel suo piglio vivace, catturante, favolistico, leggero, una vicenda storica e ci offre una lezione straordinaria sulla narrazione storica anche per i più piccoli. Carlo Magno è un “re” pieno di fascino, come lo sono i personaggi capaci di grandi gesta. “Istituì scuole per tutti i bambini, anche i più poveri, perché riteneva che l’intelligenza valesse più della ricchezza…” Ma l’elefante? Aspettino i lettori. “ Carlo Magno era grande non solo di nome, ma anche di fatto: alto e robusto, andava a caccia, amava la buona tavola, disdegnava il vino e adorava l’acqua. Nella sua reggia, ad Aquisgrana, aveva voluto una grande piscina…Voleva sentirsi pulito e inventò le mutande di lino, da portare sotto le brache alla maniera dei Celti…”.
E l’ elefante? Ancora un po’ di pazienza. La Storia ci porta poi nell’impero arabo, a Baghdad, a casa dal califfo Harun al Rashid, marito della bella Sherazade. Qui arrivarono un giorno gli ambasciatori di Carlo Magno, guidati da Isacco, un ebreo che parlava tutte le lingue d’Oriente. Messaggi di pace e gesti cortesi, fra questi il dono dell’elefante che il califfo aveva ricevuto dall’India.
Il viaggio per mare e per terra di Abul Abbas, l’elefante imperiale, è illustrato dalla maestria di De Conno, illustratore italiano apprezzato anche oltre confine. Una favola storica che parla all’intelligenza dei bambini che sapranno certamente cogliere fra le righe il messaggio di pace e convivenza civile fra culture e religioni.
Grazia Gotti

Teresa Buongiorno tiene domani una lectio magistralis al corso semestrale dell’Accademia Drosselmeir.