Cahier de coloriage Jean Cocteau

Nel 2013 ricorreva il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Jean Cocteau. Per ricordarlo in Francia non sono mancate mostre, conferenze, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Cocteau stesso permette, o meglio esige, una tale varietà di celebrazioni: poeta, romanziere, disegnatore, pittore, drammaturgo, coreografo, scenografo, regista, saggista, attore. La sua creatività versatile, le sue intuizioni e l’originalità di queste, il suo talento e la poesia che pervade la sua opera lo hanno reso uno degli artisti più significativi del XX secolo, celebrato già in vita con molte onorificenze.
Tra le pubblicazioni celebrative del 2013, p’tit Glénat (legata alla casa editrice Glénat, che deve buona parte della sua fortuna ai fumetti) ha pensato di rivolgersi ai bambini con il grande albo Cahier de coloriage Jean Cocteau. Cocteau è in queste pagine illustratore e autore, i piccoli lettori possono, colori in mano, entrare nel suo mondo (si tratta infatti, come dice il titolo stesso, di un albo da colorare).
Colpisce soprattutto la naturalezza con cui i bambini sono invitati, anche tramite le amicizie e le passioni di Cocteau, ad accostarsi all’arte. Per colorare il disegno del 1913 in cui Stravinskij suona La sagra della primavera con alle spalle i ballerini guidati dal coreografo Nižinskij, si consiglia di ascoltare uno dei concerti del compositore russo, per essere più ispirati. Prima di colorare il ritratto di Pablo Picasso, l’invito è quello di documentarsi sulle sue opere maggiori, in modo da poter riconoscere alcuni dipinti rappresentati alle spalle dell’artista spagnolo. Con molta naturalezza, con les yeux de l’amour, conosciamo anche l’attore Jean Marais, compagno di Cocteau per diversi anni e protagonista di uno dei suoi maggiori successi come regista, La bella e la bestia. Tra gli incontri di queste pagine, spunta Édith Piaf, anche lei scomparsa l’11 ottobre del 1963: Cocteau ebbe un infarto poche ore dopo aver saputo della morte della sua amica e poco dopo aver scritto un elogio funebre a lei dedicato.
L’albo è diviso in più sezioni e, tramite i manifesti di alcune sue opere più note (Le Testament d’Orphée, Les Enfants Terribles, La Belle et la Bête), numerosi autoritratti, ritratti di amici, disegni di animali e citazioni, ci fa intravedere Cocteau, lasciando però in sospeso mille punti interrogativi. Un bel libro dunque, poiché “Un beau livre, c’est celui qui sème à foison les points d’interrogations”.
Cocteau non mancherà nell’area del Bookshop della Fiera, al padiglione 33.
Enrica Colavero