Bologna valvolinica

Da giorni sulla stampa locale, ma anche nazionale, si ricorda la Bologna di trent’anni fa, la Bologna di Pazienza, Igort, Brolli, dei Valvolinici. Igort ha ricordato lo stile di vita, il clima di diffusa “officina”.
Anche i libri per bambini erano nel vortice di quel clima e stretta era la collaborazione fra ambiti diversi. Ci si trovava alle lezioni di Faeti, c’era il teatro Ragazzi che mettava in scena Yambo con locandina di Pazienza, Radio Città del Capo, dove si parlava di letteratura, il cineclub Angelo Azzurro che ci faceva appassionare al cinema del passato. Nascevano collaborazioni: fra le scuole di fumetto che nacquero a quei tempi, memorabile fu Il centro di applicazione Zio Feininger, al quale il circolo culturale Giannino Stoppani collaborava.

Il  logo di Giannino, rivisitato da Lorenzo Mattotti, fu poi ridisegnato da Joost Swarte, arrivato a Bologna per una mostra che ebbe luogo alla Biblioteca dell’Archiginnasio.

Sono molto contenta della notizia che il prossimo festival napoletano del fumetto celebrerà il lavoro del mago olandese della linea chiara. Swarte aveva un amore particolare per la canzone italiana Anni Sessanta. A Bologna, oltre che fotografare gli stemmi dell’Archiginnasio che lo incantavano, cercava ovunque dischi in vinile.

Nell’archivio Giannino Stoppani, sul quale abbiamo cominciato a mettere le mani, abbiamo trovato vecchi materiali tra i quali il primo manifesto del circolo Giannino Stoppani che proponeva un disegno di Mattotti da colorare.
Grazia Gotti