Bernardo l’eremita

Il paguro Bernardo, detto anche l’eremita, vive tutto solo nella sua casa guscio.
È un single che tiene molto all’ordine, al decoro, alla bellezza, e adorna la casa spoglia con gli anemoni, le stelle marine, i coralli, le chiocciole, i ricci e i pesci lanterna. Poi anche questo guscio gli sarà stretto, dopo averlo lasciato a una pagurina e, in cerca di casa, se ne attrezzerà una nuova per sè. Una volta trovato il guscio giusto lo arrederà con spugne marine, balani, pesci pagliaccio, anguille elettriche. La casa del paguro Bernardo si trasforma nel tempo, di mese in mese, al passare delle stagioni che si alternano nel fondo marino. Sugli sfondi chiari e luminosi, o su pagine scure per la presenza delle alghe, prendono vita i colori di Eric Carle che da sessant’anni lavora al servizio dell’infanzia, dei libri illustrati, della comunità che si occupa di questa produzione culturale. Presso il museo da lui creato dieci anni fa sono ospitati i lavori di tanti grandi dell’illustrazione, dai suoi coetanei, come Sendak e Ungerer, fino ai più giovani.
È commovente sfogliare questa storia del 1987, oggi proposta da Mondadori e per nulla invecchiata, come il suo creatore, nato nel 1929.  Avessi avuto questo picture book per le mani al tempo del mio Bernardo piccolo!
Sarebbe di certo diventato uno dei preferiti, uno di quelli da leggere ancora, ancora, ancora, fino allo sfinimento. Poi sarebbe stato bello immergersi  insieme nel mare vero a cercare un riccio di mare o ad aspettare di vedere passare un pesce lanterna.
Grazia Gotti
Ps
Mi è tornata in mente una poesia di Chiara Carminati dedicata al paguro Bernardo, una poesia d’amore tratta da Il mare in una rima, Mondadori
L’avventura del paguro

Sulla spiaggia c’è un paguro
che ha paura dello scuro.
Non gli piace il mare blu
e detesta scender giù.
Vive sempre rannicchiato, 
risucchiato nel suo guscio.
Finché un giorno bussa all’uscio
una splendida pagura:
il paguro s’innamora
e comincia l’avventura.
Lui la prende per le chele,
lei lo porta in fondo al mare.
Quando arriva sul fondale
il paguro innamorato
pensa: “Non è proprio niente male!”
ci rimane e non risale.
Fortunato quel paguro!
Arrivata la pagura
gli è sparita la paura.