Bauli dal Marocco

“Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente: come la poesia e la musica (…). Servono all’uomo completo. Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del prodotto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e bisogna cambiarla. Per cambiarla occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione” Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi Ragazzi.
Vorremmo aggiungere che le fiabe servono alla geografia, alla storia, all’antropologia… e servono alla vita dell’uomo, in tutto il mondo.

Saida Azdod si occupa di mediazione linguistica e culturale, ha genitori marocchini, ma è nata a Milano: ha raccolto, dalla voce di immigrate, fiabe che si erano adagiate ai piedi della catena dell’Atlante e le ha affidate a Sofia Gallo, che è scrittrice e vive a Torino.

La casa editrice Sinnos ne ha fatto un progetto editoriale, I bauli dell’eredità e altre fiabe dal Marocco, che si avvale delle illustrazioni di Lucia Sforza che vive a Roma ed è specializzata in tecniche d’incisione tradizionale e alternative.
Una storia di incontri che hanno portato ad un bel libro di fiabe che ci porta in Nord Africa, che ci apre le porte alla cultura del Marocco, che ci racconta storie tradizionali incredibilmente simili a quelle che abbiamo sentito raccontare dai Grimm e da Perrault… tre sono i capretti alle prese con un orco che vuole violare la loro casa, tre i porcellini impegnati a difendere mura e vita.

Il termine incontro, una bellissima parola che descrive una relazione, un punto di contatto, è il filo conduttore di molti libri presenti nel catalogo Sinnos.
E Giufà, scritto da Francesca Corrao e illustrato da Chiara Carrer, uscito con una nuova veste grafica, è l’esempio perfetto, capace di descrivere l’incontro.
Giufa, lo sciocco, il tonto, è un personaggio ponte: si può chiamare Guha, Nasreddin Hoca, Togno goffo, è arabo, turco, siciliano, genovese, parla lingue diverse, ma vive storie che hanno lo stesso contenuto, si muove in una geografia fiabesca che elimina i confini propri di un paese e definisce nuovi spazi di conoscenza.
Arrivano da molto più lontano, per essere lette, scoperte, guardate, ascoltate le fiabe dell’Oceania.
Portano la firma di Luigi dal Cin e offrono un corredo iconografico di grande respiro. Le immagini sono realizzate da Ottavia Monaco, Pablo Auladell, Eva Montanari, Steve Adams e molti altri e sono tratte dalla ventisettesima edizione della mostra internazione dell’illustrazione per l’infanzia di Sarmede.

Il libro, Echi d’Oceano, uscito per i tipi Franco Panini Ragazzi, ci porta verso luoghi magici, ma geograficamente censiti, come le isole della Società, le isole Cook, le isole Salomone, le Fiji e le Nuove Ebridi, ci apre ad un universo fiabesco che ha come protagonisti canguri e conchiglie, pesci luna e koala, narra di magie e di realtà già magiche per come vengono descritte, fiabe che arrivano da lontano ma parlano la lingua del mondo.
“Soffiate venti potenti / sabbia nera soffiate dal mare / accecate i giganti violenti / che non mi possano più ritrovare. / Soffiate venti potenti / sabbia bianca soffiate dal mare / accecate i giganti violenti / che da mia mamma voglio tornare.”
Silvana Sola

Immagini:
Lucia Sforza, I Bauli dell’Eredità, Sinnos, 2009
Pablo Auladell, Echi d’Oceano, Franco Panini, 2009