Ho riletto Baby in formato tascabile pubblicato da Piemme all’inizio dell’anno. Rileggere la buona letteratura tiene in forma, inoltre alla seconda lettura il nostro sguardo si fa più acuto, anche i dettagli si mettono meglio a fuoco. Quando il romanzo uscì nella bella collana “Contemporanea” per Mondadori, si presentava con una copertina allegra e con disegni in bianco e nero della grandissima Grazia Nidasio.

Ieri sera, di nuovo commossa alla fine della vicenda, ho acceso il computer per cercare la copertina americana.
Accidenti, mi sono detta, ecco, questa sì corrisponde al mood del romanzo! Grazia è bravissima ma il suo stile più satirico e ironico non è adatto alla storia, alla scrittura e alle atmosfere della MacLachlan.

Ero ritornata su questo romanzo per via di quella poesia di William Carlos Williams, utilizzata anche da Sharon Creech in Amo quel cane, libro bellissimo, tradotto da Andrea Molesini, purtroppo fuori catalogo.

C’è anche un sequel di questo capolavoro, Hate that cat, così come un nuovo libro di Patricia MacLachlan, Word After Word After Word, sviluppa l’idea dell’importanza delle parole già espressa in Baby.

Grazia Gotti